La sindrome dell’abbandono

La paura dell’abbandono è una delle prime cause di infelicità nella sfera relazionale.

Perché se hai paura dell’abbandono crei una dinamica di sfiducia verso il tuo partner e di conseguenza il tuo partner non comprenderà certi tuoi comportamenti e inizierà a pensare che sei una persona bizzarra e troppo bisognosa, togliendo alla relazione quella dinamica indispensabile di gioco, leggerezza e complicità.

Ecco come si manifesta la paura dell’abbandono nelle relazioni.

I sintomi della sindrome dell’abbandono

  • ti senti insicuro e credi che il tuo partner possa stancarsi di te,
  • sei molto vulnerabile alle sue critiche o ad alcune osservazioni fatte su di te,
  • non ti fidi di lui/lei,
  • hai paura del suo rifiuto e di farlo/a arrabbiare,
  • puoi adottare misure estreme per evitare una separazione da lui/lei,
  • non esprimi il tuo disappunto, i tuoi bisogni e le tue emozioni,
  • ti mostri molto compiacente verso il tuo partner,
  • incolpi te stesso quando le cose non funzionano tra di voi,
  • se il partner è un po’ più freddo e distaccato tu inizi a pensare che possa essergli successo qualcosa di brutto oppure che non gli interessi abbastanza,
  • tendi a rimanere con lui/lei anche se non ti trovi bene (dipendenza affettiva),
  • fai fatica a stare da solo/a.

Per vincere la tua paura dell’abbandono è importante che tu conosca le cause e le origini.

Le cause

Ti sei mai chiesto come mai vivi le tue relazioni d’amore con questa paura che ti tormenta?

Se pensi che il tuo partner possa stancarsi di te da un momento all’altro è perché credi di non valere abbastanza.

Ti spiego al contrario.

Se tu sai di essere una bella persona, interessante, stimolante che può dare amore e sostegno, per quale motivo il tuo partner dovrebbe stancarsi di te?

Per quale motivo potresti non piacergli?

Il punto è questo.

Se temi che il tuo compagno possa allontanarsi da te è perché credi di non essere degno d’amore, cioè ti valuti in modo negativo.

Le cause della paura dell’abbandono risalgono all’infanzia, in particolare al tipo di amore ricevuto dai genitori.

Molte volte durante i colloqui con i miei pazienti loro mi dicono:

”Dottoressa ma io non ho avuto traumi, non sono stato picchiato, castigato o cose del genere. I miei genitori sono stati dei genitori normalissimi.”

Ma infatti è così. Non serve aver subito dei traumi in infanzia per provare da adulti la paura dell’abbandono.

Sai, la mente è così complessa che assorbe ogni minimo dettaglio.

Fare il genitore è la cosa più complessa al mondo proprio perché la mente umana è complessa.

Ti faccio un esempio:

Pensa a quando eri un bambino, volevi giocare con mamma e le chiedevi “Mamma giochi con me?”.

La mamma però aveva le sue cose da fare e non aveva tanto tempo per stare con te. Cosa ha assimilato la tua mente? Che mamma non vuoleva giocare con te, se avesse voluto, poteva trovare del tempo per farlo.

Un po’ quello che ti succede oggi da adulto, quando il tuo partner o amico non è tanto presente, cosa dici tu? “Se voleva il tempo lo trovava”.

Inizi a provare rabbia, disprezzo, poi inizi a pensare che forse il problema sei tu.

Da bambino dicevi” Mamma non vuole giocare con me perché si annoia, perché sono noioso”

Da adulto dici” Il mio compagno non mi scrive perché non gli interessa nulla di me”.

Domanda: Perché non dovresti interessargli?

Risposta: perché credi di non essere interessante, che equivale a dire che ti stai attribuendo un valore negativo.

Quando siamo piccoli basta poco per sentirsi rifiutati. È necessaria da parte dei genitori, una presenza costante, sintonizzata sui bisogni del bambino.

Alcuni genitori possono:

  • portare musi lunghi verso il bimbo,
  • dare poca disponibilità di gioco e ascolto,
  • avere troppe pretese,
  • dare poche valorizzazioni,
  • manifestare scarso interesse,
  • confrontare e paragonare il figlio con altri bambini,
  • dare eccessive limitazioni e divieti,
  • rispondere a regole rigide e in contrasto con lo sviluppo del bambino,
  • essere impazienti e arrabbiarsi per poco.

Le conseguenze della paura dell’abbandono

Questo bambino quindi cresce:

  • con il continuo bisogno di rassicurazioni,
  • compiacente “sono come tu mi vuoi”.

Da adulto sarai così:

  • al primo allontanamento del partner penserai che la colpa è da attribuire a te stesso,
  • penserai che il tuo partner non è abbastanza per te,
  • avrai relazioni d’amore disfunzionali perché le dinamiche interne porteranno di sicuro a molte incomprensioni e frustrazioni,
  • avrai partner distaccati perché sarai tu stesso a circondarti di persone distanzianti e poco disponibili (un po’ come mamma e papà),
  • oppure avrai partner troppo bisognosi, quasi dipendenti da te, che ti assicurano la continua presenza e vicinanza, ma con conseguenze notevoli sul piano affettivo, un po’ come avere un figlio anziché un compagno,
  • andrai incontro a disturbi d’ansia e di depressione.

Insomma basta poco. Queste situazioni sono molto frequenti. Sono sicura che i tuoi genitori non volevano farti soffrire, ma hanno fatto del loro meglio per farti crescere. Non devi avercela con loro. Hanno anche loro avuto le loro difficoltà e hanno fatto con te quello che hanno potuto.

La soluzione

Cosa puoi fare tu per vincere la paura dell’abbandono:

Ci sono 2 esercizi psicologici specifici per la paura dell’abbandono.

Esercizio cognitivo del pensiero Attribuzione di significato:

  • Quando percepisci un distacco dal tuo partner prova a dare un’interpretazione diversa da quella che solitamente dai.
  • non attribuire la causa a te stesso ad esempio “Ecco lo sapevo che non dovevo fare così, l’ho deluso, non gli piaccio”
  • non provare emozioni negative su di lui, come il disprezzo, la rabbia e la delusione.

Prova invece:

  • a pensare oggettivamente a come mai è distaccato, avrà delle preoccupazioni? è indaffarato?
  • Se non ti scrive, se è un po’ freddo non vuol dire che non ti ama. Questo devi scrivertelo su un quadro e appenderlo in camera, stile poster, o sullo schermo del tuo cellulare.

Esercizio del Riflettore per aumentare l’autostima:

  • Non cercare sicurezze e approvazioni dal tuo partner. Devi essere tu a riconoscere le tue qualità, il rischio è di diventare sempre di più dipendente dal giudizio degli altri. Qui ti spiego come vincere il senso di inferiorità.
  • Punta il riflettore su di te per vedere le qualità, non chiedere consigli all’esterno.
  • Scrivi ogni giorno 3 caratteristiche che ti rendono una persona degna di essere amata.
  • Non essere compiacente. Parla, di la tua, esprimiti, sei un essere umano e anche tu hai delle preferenze e gusti, sai cosa ti piace e cosa no, perciò esprimi ciò che pensi.

Ci tengo a dirti anche un’altra cosa.

  • non circondarti di persone fredde e distaccate, oppure troppo bisognose e che quindi ti facciano sentire di poco valore. Perché possono darti solo la metà del loro amore.
  • Circondati di persone pronte a condividere con te momenti piacevoli.

Se vuoi affrontare realmente la tua paura e migliorare la tua relazione d’amore devi essere onesto con te stesso e metterti in discussione.

La psicoterapia è l’esercizio più indicato. Ci sono strumenti specifici e mirati per questo tipo di difficoltà.

Il mio approccio terapeutico Cognitivo Costruttivista Relazionale è specifico per questo tipo di situazioni.

Perciò come hai potuto capire la paura dell’abbandono fa parte di una ferita del passato.

Non aspettare altro tempo, altrimenti continuerai a vivere sempre nelle stesse dinamiche di coppia, senza mai avere una relazione d’amore appagante.

La vita è una sola, non trascurarti più. Parti da te, mettiti al centro della tua vita e prenditene cura.

Antonella Deninno Psicologa a Saronno

Antonella Deninno
Psicologa e Psicoterapeuta

“Ti aiuto a risolvere le difficoltà, per ottenere una vita serena. La vita è il dono più prezioso che hai, prenditene cura.”

Antonella Deninno

Antonella Deninno

la Psicologa che insegna ad amarti

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