Basta un decimo di secondo, cioè un battito di ciglia, per farti un’idea della persona che hai di fronte. È un dato risaputo, ormai studiato e ristudiato dalla Psicologia Cognitiva.
Proprio così, per questo oggi voglio darti degli esercizi per aiutarti a dare una prima buona impressione.
Sei pronto?
Ok, osserva il tuo corpo e ascolta quello che ho da dirti.
Iniziamo:
1) Contatto visivo:
Ricorda l’ultima volta che hai parlato con una persona che non conoscevi molto bene. Dove hai rivolto lo sguardo mentre parlavi con lei?
La guardavi negli occhi?
Oppure ti guardavi intorno, o facevi altro (stavi al PC, o sul cellulare)?
Prova a guardare negli occhi mentre parli con qualcuno, perché in questo modo comunicherai sincerità e aumenterai la franchezza del tuo messaggio.
Fai attenzione se mentre parli guardi verso il basso, comunicherai insicurezza e chiusura.
Perciò. presta attenzione ai tuoi occhi e prova a migliorare la tua attenzione visiva durante la conversazione.
2) Postura del corpo:
Osserva il tuo corpo mentre sei in piedi e stai parlando.
Come sono le tue spalle?
Mentre parli, prova a tenere eretto il tuo corpo e a rimanere fermo di fronte alla persona con cui stai parlando
Come tieni le braccia?
Tenere le braccia appese lungo il corpo, indica passività.
E il collo e la testa? Come sono posizionate rispetto al corpo?
Collo e testa rivolti in avanti, indicano sottomissione e poco spirito di entusiasmo.
Ora ti svelo un segreto, che in pochi sanno.
Quando ti appoggi a qualcosa, come ad esempio al muro o alla porta stai mostrando insicurezza.
Si, perché è come se ti stessi appoggiando a qualcuno.
Facci caso, lo fai tantissime volte senza neanche rendertene conto.
3) Distanza e contatto fisico:
Tieni la giusta distanza con l’altra persona ed evita di toccarla troppo spesso con le mani, soprattutto se la conosci da poco.
Perché avvicinarsi troppo ad una persona con cui hai poca intimità, produce nell’altro disagio e allontanamento.
4) Gestualità:
Come ti muovi mentre parli?
Continuare a muoversi, grattarsi, aggiustarsi la camicia, tirare fuori le mani dalla tasca, rimetterle in tasca… indica irrequietezza.
Come stai emotivamente di fronte a una persona che ti interessa?
Prova a rispondere alla mia domanda e metti da parte l’imbarazzo, pensando subito a qualcosa di positivo.
In questo modo allontanerai i pensieri automatici negativi di paura e imbarazzo e sarai più disinvolto.
5) Espressione del viso e tono della voce:
Cerca di dare coerenza tra l’espressione facciale, tono della voce e il messaggio che intendi comunicare.
Forse è capitato anche a te di esprimere un parere, ma di ottenere scarso ascolto e poca importanza.
Ti sei mai chiesto perché?
Prova a esprimere ciò che pensi senza abbassare la voce e senza parlare per ultimo, soprattutto se sei in gruppo.
Il tono della tua voce equivale a un soprammobile in casa tua, se ha colori tenui verrà visto difficilmente, se avrà colori accesi, si vedrà subito.
Anche l’espressione del tuo sguardo dice molto di te. Perciò lascia che il tuo viso dica le tue stesse parole.
Non trattenere le emozioni, perché le persone con alta autostima sono quelle che mostrano la loro autenticità.
Siamo fatti di emozioni quindi perché nasconderle?
6) Ascolto:
Ascoltare e sentire non sono sinonimi. Ascoltare è un gesto nobile, sentire no.
Ti è mai capitata una situazione del genere?
Esempio: Stai parlando con un tuo amico e intorno a voi ci sono altri amici che parlano. Ad un certo punto l’amico a cui stavi raccontando una cosa, risponde ad un altro.
Mah.
Io mi sono sempre chiesta: “ma se stava ascoltando me, come ha fatto a sentire il discorso di quell’altro che stava parlando per i fatti suoi con un’altra persona?”
Allora gliel’ ho domandato: “Scusa, ma come fai ad ascoltare me e anche lui se è dietro di te e sta dialogando con uno che non sei tu?”
Ci rimase male, molto. Però da quel giorno non lo ha mai più rifatto.
L’ho fatto vergognare, però almeno gli ho insegnato un gesto nobile.
Alla fine mi ha ringraziata.
Ah, ho un’altra cosa da chiederti.
Quando qualcuno ti parla, tu dai dei feedback?
Oppure appena finisce di parlare inizi tu cambiando argomento?
Quando qualcuno ti parla, fagli domande, interessati a lui.
Non sei curioso di approfondire cosa ha da dirti?
7) Fai richieste:
Essere autosufficienti aiuta, ma saper chiedere aiuto è una forma di intelligenza.
Non siamo nati per stare da soli, ma per condividere e collaborare, perciò chiedi favori e aiuto quando ne senti il bisogno.
Molti pensano che chiedere aiuto significa mostrare la propria debolezza, in realtà chi chiede aiuto lo fa perché sa che è normale farlo e possiede una buona autostima. Inoltre saper chiedere aiuto, sviluppa nell’altro accudimento e vicinanza.
Mentre chi è autosufficiente è spesso solo.
Sai perché?
Perché l’essere umano ha la tendenza ad accudire e quindi è più propenso ad avvicinarsi a persone che hanno bisogno di aiuto.
Il famoso detto: “Gli amici si riconoscono nel momento del bisogno” è proprio vero. Infatti le relazioni più strette nascono proprio con la persona che abbiamo aiutato.
Perciò fai richieste, esprimi i tuoi bisogni e vedrai che l’altro ti aiuterà.
Se non lo fai, nessuno capirà che hai una richiesta da fare.
Perciò non pretendere che l’altro capisca cosa hai se non glielo dici. La tele
8) Dire di no:
Lo so, tutti ti chiedono favori e tu non riesci mai a dedicare del tempo a te.
Prova a dire di no qualche volta, spiegando le tue motivazioni, non sentirti in colpa se non potrai dedicare il tuo tempo a qualcuno.
Ricordati che tutti abbiamo bisogno del tempo per noi stessi, altrimenti ci stressiamo e non siamo più di aiuto a nessuno.
Ora hai capito che impatto ha la tua bassa autostima sugli altri.
Perciò fai gli esercizi e non mentire a te stesso.
Soprattutto non rimandare ad un futuro imprecisato il benessere della tua autostima.
Hai già visto benissimo anche tu, quanto ti è costato rimandare e rimandare e rimandare ancora.
Basta. Mettiti al centro della tua vita ora e non procrastinare più.
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