Io credo che la paura del giudizio sia una grave forma di limitazione della propria identità personale.
Si, non riesco a dare altra definizione.
Se ci fai caso la paura del giudizio compromette la qualità della tua vita.
Temere il giudizio delle persone significa avere la costante paura di essere sotto osservazione.
Tendi a mettere sotto osservazione tutto ciò che dici, come ti vesti, come ti muovi.
Hai la convinzione di essere il bersaglio di tutti.
“Cosa avrà pensato di me? Che idea si sarà fatto? Gli sarò piaciuta? Forse pensa che non vado bene.”
La paura del giudizio ha origini profonde e lontane, ma a me quello che interessa è farti capire come risolvere il tuo problema.
Perché in questo modo, non puoi andare avanti.
Ti mostro velocemente, le conseguenze della paura del giudizio.
- Timidezza: ti esponi poco, parli poco di te, in gruppo sei spesso messo in disparte e nessuno ti chiede come stai,
- Perfezionismo: cerchi di essere impeccabile evitando di mostrare lati di te che non ti piacciono, come ad esempio la tristezza, il dolore e la rabbia,
- Permalosità: ti offendi se qualcuno ti fa delle battute poco simpatiche, ci pensi e ripensi tutto il giorno e non ti dai pace,
- Non sai farti scivolare addosso le cose,
- Fai fatica ad esprimere la tua opinione,
- Chiedi poco aiuto,
- Non mostri il tuo disappunto,
- Non esprimi i tuoi bisogni,
- Sei molto premuroso sugli altri,
- Rimani deluso dalle persone perché non si dedicano a te come vorresti e come fai tu con loro,
- Tendi a mostrare un’immagine di te un po’ di basso livello per non esporti a critiche nel caso in cui tu dovessi commettere un errore
La vita così diventa difficile.
Già la vita non è facile, ma vivendo in questo modo capisci che la situazione si complica?
Esercizi:
Sforzati e impegnati perché se non lo fai, le cose intorno a te non cambieranno.
I miracoli non esistono.
Mettiti in discussione facendo quello che ti dico di fare e tutto andrà bene.
Ora sei pronto.
Prendi carta e penna.
1° esercizio: “Quanto sono sbagliato?”
Osservati e scrivi sul tuo diario ogni volta che, durante la giornata, ti senti giudicato.
Scrivi qualsiasi esempio in cui ti sei sentito giudicato, da quello più banale a quello che ti ha fatto stare male di più.
Ti do degli spunti da cui partire.
“Ho le scarpe sporche, chissà cosa ha pensato il commesso del negozio.”
“Ho sbagliato il tempo del verbo, il mio amico penserà che sono ignorante,”
“Non mi ha salutato, chissà cosa gli ho fatto di male.”
Il tuo problema è questo:
- dai un’eccessiva responsabilità a te, attribuendoti connotazioni negative,
- hai un’opinione di chi ti sta di fianco come se fosse la persona più giudicante,
- credi che gli altri stiano guardando proprio te.
Ecco, a proposito del punto C:
Ti sei mai chiesto: “Perché l’altro dovrebbe giudicarti?
Ti senti sempre sotto osservazione, ma fidati, gli altri hanno altre cose a cui pensare.

2° esercizio: “Sotto il riflettore”
Oggi ti offro questo esercizio, che ho chiamato Sotto il riflettore. È un esercizio che si basa sulla focalizzazione dell’attenzione.
L’attenzione è un processo cognitivo importantissimo per imparare ad interpretare gli eventi nel modo corretto.
Sotto il riflettore è un esercizio cognitivo e poiché sono una psicologa cognitiva, adoro utilizzare strumenti di questo tipo.
Andiamo al dunque.
La paura del giudizio funziona in questo modo:
È come se avessi un riflettore puntato su di te costantemente.
Come se stessi recitando a teatro con la luce puntata esclusivamente su di te e gli spettatori sono pronti a giudicarti.
Se ci pensi è così che avviene nella tua mente la paura del giudizio.
È così, vero?
Ti senti sotto il riflettore.
Ora, fai la cosa giusta.
Ecco cosa devi fare
Sposta il riflettore verso la persona che pensi ti abbia giudicato, come ad esempio il tuo vicino di casa che non ti ha salutato. (Sto facendo un esempio a caso, tu prendi una tua esperienza per fare l’esercizio).
La domanda che devi farti è questa:
“Cosa mi sta dicendo questa persona di sé stesso?”
Le possibili risposte che puoi darti sono:
“Non mi ha salutato perché magari stava pensando ad altro, è preoccupato per qualcosa, ha ricevuto una brutta notizia, è di fretta, ha fame, ha mal di testa, ha l’ansia, ha litigato con la moglie, anche lui ha paura del giudizio e spera che lo saluti io per primo .”
In questo modo stai compiendo un’azione veramente intelligente, cioè stai spostando la tua attenzione su di lui, anziché su di te.
Stai attribuendo a lui uno stato mentale, delle emozioni, un contesto di vita propria.
Cioè stai argomentando quello che può essere la sua sfera emotiva in quel momento.
Non stai più puntando il riflettore su di te ma su di lui.
Tu invece compi un errore, pesante come una campana, perché formuli la domanda al contrario, proprio in questo modo:
“Cosa sta dicendo questa persona di me?”
Capisci dove sta il tuo errore? Temi la paura del giudizio perché ti senti sempre sotto accusa.
Tu devi imparare a:
- attribuirti una valenza positiva e piacevole,
- capire che l’altro non ti sta giudicando, ma può avere i suoi problemi,
- non sentirti al centro del mondo di ognuno.
Questo esercizio vale oro, lo hanno provato diversi miei pazienti e hanno finalmente cambiato la percezione di loro stessi.
Perché rovinarti la vita sentendoti sempre sotto accusa?
Perciò se ora farai l’esercizio, entrerai anche tu nella mia comunità, cioè insieme a tutti coloro che hanno iniziato a seguire il mio metodo, per imparare ad amare sè stessi, perché hanno capito che è la cosa migliore da fare per loro.
Quindi, mettiti al centro della tua vita anche tu e prenditene cura.
Inizia da questo esatto momento.
Il percorso psicologico che ha permesso ai miei clienti di stare bene, è iniziato con una email.
Il modo migliore per affrontare il tuo problema è quello di sentirci direttamente per email.
Contattami ora così risolvi al più presto la tua situazione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Antonella Deninno.